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lunedì 4 luglio 2016

AFFARI & FINANZA|Reputation Manager: così Descalzi sale al terzo posto

Sergio Marchionne anche nel periodo maggio-giugno si conferma in testa alla classifica di Reputation Manager con un punteggio di 77,5 su 100. Al secondo posto stabile Giuseppe Recchi con 63,9 punti e al terzo sale Claudio Descalzi con 62,9 punti.

Sergio Marchionne (Fiat)

77,5

Giuseppe Recchi (Telecom)

63,9

Claudio Descalzi (Eni)

62,9

Urbano Cairo (Cairo Communication – La7)

61,5

John Elkann (Fiat)

58,2

Diego della Valle (Tod’s)

54,1

Flavio Cattaneo(Telecom Italia)

53,9

Mauro Moretti (Finmeccanica)

52,8

Marina Berlusconi (Fininvest)

52,1

Francesco Caio(Poste Italiane)

51,3

Philippe Donnet (Generali)

50,5

Massimo Tononi (MPS)

50,0

Remo Ruffini (Moncler)

47,3

Andrea Bonomi (INVESTINDUSTRIAL)

47,1

Francesco Starace (Enel)

45,5

Marco Tronchetti Provera (Pirelli)

45,4

Ennio Doris (Mediolanum)

45,4

Carlo Cimbri (Unipol)

43,0

Fabrizio Viola (Mps)

41,1

Roberto Colaninno (Alitalia)

38,3

Alberto Nagel (Mediobanca)

35,4

IDENTITA’ DIGITALE E QUALITA’ DEI CONTENUTI

Francesco Starace, con 45,5 continua a perdere posizioni rischiando di uscire dalla top 15. “L’AD di Enel paga ancora i commenti negativi scaturiti dopo il suo intervento alla Luiss” – spiega Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager – “le critiche sono infatti continuate anche nell’ultimo mese con nuovi contenuti che riprendono criticamente la vicenda, a cui si aggiungono ulteriori lesività relative alla multa inflitta da Antitrust ad Enel per pratiche scorrette oltre a una questione internazionale riguardante le condizioni di alcuni lavoratori.”

I tre migliori:

1)Sergio Marchionne, è al primo posto della classifica con un punteggio di 77,5 in crescita di 2,09  punti. Nell’ultimo mese hanno influito positivamente sulla sua reputazione:

-La nuova Giulia per il rilancio di Alfa Romeo:

  • E’ un uomo felice Sergio Marchionne. A tre anni da un foglio bianco gli ridono gli occhi a guardare la prima Alfa Romeo della nuova era. L’ha aspettata, invocata, rivoltata almeno un paio di volte, la sua Giulia. E alla fine eccola lì, capace di stupire l’orda di giornalisti cattivi pronti solo a criticarla, pervasi come sono da ondate di antinazionalismo acuto. E invece no, è piaciuta a tutti o quasi la macchina che deve riportare il Biscione nel posto che le compete sul mercato, nello sport. In alto.
  • "Se il piano Alfa avra' successo - dice Marchionne - lo stabilimento di Pomigliano potrebbe essere coinvolto. E se va ancora oltre perche' no Mirafiori?". Un tema che sta a cuore ai sindacati che piu' volte hanno chiesto che i modelli dell'Alfa Romeo siano destinati anche alla fabbrica campana e a quella torinese. L'ad di Fca, che giovedi' scorso ha presentato la Giulia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al premier Matteo Renzi, e' entusiasta.

-Marchionne è il terzo uomo più influente del settore automobilistico secondo il sito The Drive appartenente al gruppo Time:

  • L’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles e Ferrari è arrivato sul podio della classifica dietro al presidente americano Barack Obama, la cui amministrazione ha salvato il comparto americano delle quattro ruote.

-Ferrari corre sul listino dopo le rassicurazioni di Marchionne

Resta su di giri la Ferrari in Borsa. A sostenere il titolo contribuiscono anche le parole dell’Ad Sergio Marchionne sulle performance in Formula 1. “La stagione è appena cominciata”, ha detto il manager, ammettendo che i risultati di queste prime gare non sono stati esaltanti a causa della “sfortuna”.

2)Giuseppe Recchi si conferma al secondo posto con 64,7 punti (-0,8). I contenuti rilevanti dell’ultimo periodo per il Presidente di Telecom riguardano in particolare le sue dichiarazioni su:

-Volontà di investire in infrastrutture i fondi inizialmente destinati all’acquisizione di Metroweb:

  • "Continuiamo il nostro piano di investimenti, abbiamo ancora più soldi da mettere nelle infrastrutture", ha detto Recchi.

-Conti positivi di Telecom:

  • I vertici di Telecom italia sono soddisfatti dei conti del gruppo telefonico. Lo ha detto il presidente della società, Giuseppe Recchi, rispondendo ad una domanda a margine della cerimonia per la relazione annuale dell'Antitrust.

-Telecom parteciperà a tutte le gare nelle aree bianche, la competizione di Enel non è una minaccia:

  • Riguardo a una possibile partnership con l’azienda capitanata da Francesco Starace. Recchi detto che “non è all'ordine del giorno” ricordando che Tim “è market leader nelle infrastrutture con ampissimo vantaggio. Il nostro mestiere è continuare a investire quanto abbiamo previsto nel nostro piano industriale. Siamo i più grandi investitori in Italia in qualsiasi settore di confronto in cui vogliamo metterci".

3)Claudio Descalzi guadagna il terzo posto con un punteggio di 62,9 e un incremento di ben 5 punti e due posizioni rispetto al periodo precedente. Il manager nell’ultimo periodo è in prima linea sul tema della sostenibilità, in particolare per quanto riguarda il lancio del piano per le energie rinnovabili e l’incontro con il premier della Libia dove Eni intende promuovere stabilità e sviluppo:

  • L'Eni ha un piano per le energie rinnovabili fatte in casa. Ne parla l'amministratore delegato, Claudio Descalzi, in un'intervista al Corriere della Sera. "Ora vogliamo promuove le energie rinnovabili - spiega - sfruttando le nostre potenzialita'. Questo non vuol dire snaturare il nostro core business di petrolio e gas, ma ribadire un impegno preciso sul fronte dell'ambiente".
  • ‘‘Gela l’abbiamo convertita in raffineria verde. E abbiamo appena investito 100 milioni per la raffineria verde di Marghera. In Italia continueremo a investire”. Lo afferma l’amministratore dell’Eni, Claudio Descalzi, in un’intervista ad Avvenire parlando anche del ‘climate change’. ”Stiamo attraversando un cambiamento epocale che ci dovrebbe portare verso un futuro low carbon”.
  • Si tratta della prima visita dell’amministratore delegato di Eni a Tripoli dopo gli eventi che portarono alla divisione del governo centrale nel luglio 2014. Dopo la revoca della forza maggiore nel dicembre 2011, Eni è stata la prima International Oil Company a riprendere le attività in Libia. Nonostante le incerte condizioni di sicurezza nel Paese, Eni sta continuando le proprie attività esplorative offshore, che hanno portato a diverse scoperte di petrolio e gas.
  • In Libia per portare sviluppo e stabilità. Lo ha detto, intervistato dalla Stampa, il numero uno di Eni, Claudio Descalzi, di ritorno da Tripoli. "Abbiamo parlato di lavoro, di energia, delle cose da fare - ha spiegato -. La stabilità si porta portando lavoro. Vogliamo avere sicurezza? Anzitutto lavoriamo sullo sviluppo di quelle popolazioni".

In crescita:

Flavio Cattaneo, AD di Telecom Italia, si piazza al settimo posto guadagnando due posizioni. Nell’ultimo periodo è spesso citato in posizione rilevante all’interno di articoli e contenuti on line:

  • CATTANEO (TELECOM): «GIÀ INIZIATO IL TAGLIO DEI COSTI DA 1,6 MILIARDI ENTRO IL 2018» -è iniziata la nuova era sotto la guida dell’ad, Flavio Cattaneo, nominato circa un mese dal board della compagnia al posto di Marco Patuano.
  • Cattaneo entra nel club dei ricchi all’ad Telecom bonus di 55 milioni
  • Cattaneo rilancia: tim punta sul 5g «l’Enel? regole uguali per tutti»
  • Cattaneo triplica i risparmi previsti da qui al 2018

Francesco Caio sale al decimo posto con 51,3 punti guadagnando tre posizioni e 2,9 punti, soprattutto grazie ai risultati positivi in termini di ricavi e margini registrati da Poste nel primo trimestre 2016 che secondo l’AD dimostrano l’efficacia del piano industriale. Philippe Donnet conquista l’undicesimo posto e 4 posizioni con 50,5 punti, soprattutto grazie agli articoli che parlando della “cura Donnet” per far crescere gli utili di Generali.

In calo:

John Elkann scende dal terzo al quinto posto, con 58,2 punti, a causa di alcuni articoli dal tono negativo sul club Bildelberg in cui viene citato tra i partecipanti all’ultima riunione di giugno 2016.

Marco Tronchetti Provera perde sei posizioni e scende al sedicesimo posto con 45,4 punti, a causa soprattutto del recente giudizio della seconda sezione della Corte di Cassazione che lo vede implicato attivamente nell’affare dei cosiddetti dossier illeciti Telecom, durante la battaglia per il controllo di Brasil Telecom.

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