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Mario Draghi, la Rete ti vede così

venerdì 2 dicembre 2011

Mario Draghi, la Rete ti vede così

Amato dai siti e dai giornali istituzionali, visto di cattivo occhio dai blogger,le due facce online del presidente della BCE nella rubrica di Reputation Manager "Identità digitale" questo mese su Espansione

Mario Draghi

«La vera arte di Mario Draghi è quella di saper portare avanti i suoi progetti in silenzio», commenta il quotidiano tedesco Handelsblatt. E la reputazione online del neo-Governatore della Bce è caratterizzata da un’estrema discrezione, sia nel bene sia… nel male.

L’italiano al timone della finanza europea

Rispetto agli altri personaggi di cui ci siamo occupati, Marchionne e Valentino Rossi, le pagine web che parlano di lui sono molte meno: 25 mila circa, su poco più di mille domìni. I due livelli su cui viene misurata la reputazione online di Mario Draghi sono l’immagine personale e la carriera, dalla Banca Mondiale al ministero del Tesoro, da Goldman Sachs alla Banca d’Italia e poi alla Bce, poco più di un mese fa.

La prima cosa che balza all’occhio è che, se da un lato si parla di lui in modo diffuso un po’ in tutti i canali, dall’altro il sentiment della Rete è insolitamente negativo: l’orientamento è neutro al 40%, e decisamente negativo per oltre il 37%. Sono soprattutto i lettori a lasciare commenti negativi sui blog, nelle testate giornalistiche, sui video online e nei forum, mentre la comunicazione «istituzionale» in genere parla bene di lui.

Come personaggio pubblico gli si riconoscono discrezione, pacatezza e moderazione, caratteristiche che secondo i media internazionali (es. Le Monde) lo rendono portavoce nel mondo del volto migliore dell’Italia. La vita privata restituisce un’immagine positiva, da buon padre di famiglia. Al contrario, secondo i detrattori proprio questa sua mite facciata nasconderebbe un’abile regia del potere economico, che detta in silenzio le regole alla politica e muove interessi a livello mondiale.

Il nemico numero uno

La prima ricerca su Google per Mario Draghi porta a una serie di articoli molto negativi.

«Draghi è il nemico numero uno. La nostra guerra è, prima di tutto, contro il sistema che lui rappresenta: la finanza che controlla i popoli», si dice nel webzine La voce del ribelle di Massimo Fini. L’argomento in assoluto più a sfavore di Draghi, che in rete ha una consistente viralità, risale al periodo del suo incarico al ministero del Tesoro quando, attraverso la legge che porta il suo nome, diede il via alla privatizzazione di grandi aziende italiane, e al suo successivo passaggio in Goldman Sachs.

Secondo i critici, un uomo di Goldman Sachs, considerata come una delle principali responsabili delle speculazioni che hanno prodotto la crisi economica mondiale, non è la persona giusta a capo di organi istituzionali di vigilanza, prima Banca d’Italia e poi Bce. Il canale video, in particolare, compone un’immagine negativa: «Ecco chi è Mario Draghi e che cosa ha fatto all’Italia» e «Un vile affarista a Bankitalia» sono i primi titoli, con 40 mila visualizzazioni. Bisogna arrivare al quinto posto, con “sole” 3 mila visualizzazioni, per trovare un’intervista bilanciata (del TG1 di Riotta).

I siti più favorevoli sono quelli di Tg24, agoramagazine.it e libero-news, mentre i più negativi sono anglotedesco.myblog.it e ilfattoquotidiano.it.

Analizzando da vicino l’immagine di Draghi, si scopre che è sempre stato considerato da esperti e giornalisti come una delle eccellenze dell’inteligencja italiana; a novembre 2011, oltre la presidenza della Bce si è guadagnato anche il titolo di «italiano più potente al mondo» nella classifica di Forbes.

A dispetto dell’immagine ufficiale e di un curriculum di tutto rispetto, l’utente medio si sofferma su aspetti negativi o quantomeno contraddittori: primo fra tutti il fatto che dall’età di 59 anni percepisca una lauta pensione, nonostante i numerosi incarichi e il fatto che da anni chieda di innalzare l’età pensionabile.

Le dichiarazioni sulla situazione italiana vengono presentate dai media come un faro che il mondo politico dovrebbe seguire; c’è chi l’avrebbe visto bene come premier. Ma i lettori sono critici: molti lo giudicano parte integrante e responsabile di quella deriva del sistema finanziario che ha contribuito a creare questa crisi, e la sua espressione di solidarietà agli indignati è apparsa ai più incoerente e fuori luogo.

Quando si mostra in veste privata, nonostante le foto “da nonno” apparse su un settimanale popolare, Draghi resta una delle persone più riservate della scena pubblica e non diventa mai «materiale da gossip».

Spread di opinioni… Piuttosto ampio

Analizzando il Coefficiente di Rischio Reputazionale, ci sono picchi negativi tra le cariche ricoperte al ministero del Tesoro -0,78, a Goldman Sachs -1,46 e in Banca d’Italia -0,35. Come Direttore generale al ministero del Tesoro tra il 1991 e il 2001 è ricordato per la «legge Draghi» e le privatizzazioni, e molti lo giudicano responsabile della svendita a gruppi esteri di grandi società italiane. Si è diffusa infatti in rete una vera e propria teoria del complotto, che avrebbe pianificato la svalutazione delle sovranità nazionali europee a beneficio del potere finanziario.

L’operato di Draghi e le sue capacità tecniche non vengono comunque mai messe in dubbio, e anzi si sottolinea la competenza che lo ha portato a occupare posizioni di così alto prestigio.

Le funzioni in cui ha Draghi riscosso più consensi in Rete sono alla Banca Mondiale (neutrali per il 75%), al Financial Stability Forum (41% menzioni positive) e la sua nuova avventura come Governatore della Bce (43% positivo). Ministero del Tesoro, Goldman Sachs e Banca d’Italia sono invece viste male, spesso con oltre il 50% dei pareri.

Per scaricare la ricerca completa vai sul sito di Espansione

Pubblicato il (venerdì 2 dicembre 2011)

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