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Web, Psicolinguistica e Primarie: il nuovo che avanza è Bersani, non Renzi

mercoledì 14 novembre 2012

Web, Psicolinguistica e Primarie: il nuovo che avanza è Bersani, non Renzi

Il caso presentato durante la conferenza sul libro "Web Intelligence e psicolinguistica" di Reputation Manager

Milano, 13 novembre 2013 - Applicare la psicolinguistica al linguaggio del web, per misurare l'emozione nascosta dietro le parole e costruire messaggi di comunicazione efficaci. E' questo l'obiettivo del nuovo ambito di ricerca di Reputation Manager, discusso nel libro Web Intelligence e Psicolinguistica, scritto da Andrea Barchiesi e Felix Sagrillo.

La metodologia Ewa (Emotional Word Analyzer) applicata alla comunicazione di Renzi e Bersani

Comunicazione politica online: “Bersani è più cool di Renzi” Guarda la video-intervista su Il Fatto Quotidiano

Sorpresa: Bersani è più "nuovo" di Renzi La Stampa

Renzi o Bersani? Questione di emozioni Il Manifesto

Renzi è semplice, Bersani è denso L'Espresso

Intervista ad Andrea Barchiesi sulla dimensione emotiva nascosta nel linguaggio on line applicata al marketing e alla comunicazione Radio Radicale

Web Intelligence e Psicolinguistica- Reputation Manager

La ricerca innovativa raccontata nel libro “Web Intelligence & Psicolinguistica”

Da tre anni Reputation Manager, leader in Italia dal 2004 sull'analisi della reputazione on line, sta lavorando - anche in collaborazione con Sperry Psychotechnologies - allo sviluppo di una nuova metodologia detta Emotional Word Analysis, al fine di identificare l’emozione nascosta dietro i suoni delle parole utilizzate in qualsiasi tipo di comunicazione, attraverso il web .

De Saussure prima, e Fernando Dogana più recentemente, hanno infatti dimostrato che il senso delle parole non coincide con i suoni che le compongono . Nel 2006, in collaborazione con l’Università di Verona, si è scoperto che la parola ha un senso all’interno di una frase e che i fonemi che le stanno attorno indicano il tipo di emozione presente in tale parola. Si è scoperto che è un tipo di emozione collettiva che pertiene alle esperienze accumulate in migliaia di anni dalla lingua.

“La metodologia E.W.A. è il frutto di 3 anni di ricerca e sviluppo interdisciplinare e si inserisce nel flusso degli studi relativi al web 3.0 caratterizzato da un’interazione più profonda e naturale tra uomo e macchina” - spiega Felix Sagrillo, ricercatore Senior, Partner di Reputation Manager e co-autore del libro Web Intelligence e Psicolinguistica – “Attualmente stiamo adattando i nostri processi mentali alle limitate capacità delle macchine, mentre si tratta creare dei metodi analitici più vicini all’effettiva natura della comunicazione umana, per un’interazione più spontanea. Il nostro libro descrive questo percorso di ricerca e sviluppo e propone una nuova soluzione per rendere la comunicazione di marketing più efficace, in un’epoca in cui l’ascolto e la memorizzazione dei messaggi è sempre più difficile, perché il rumore di fondo è molto alto.”

Lo strumento EWA di Reputation Manager, dopo aver verificato le coerenze semantiche e di target desiderate, analizza gli elementi fonetici presenti appena prima ed appena dopo la parola in esame e fornisce una misura dell’energia emotiva della parola rispetto a sei categorie e tre assi cartesiani: “istinto/riflessione”, “vissuto/aspirazione” e “contenuto/relazione”. L’energia emotiva così identificata - e tracciabile in un sistema tridimensionale - non rappresenta un’emozione soggettiva, ma è l’emozione che il sistema linguistico, stratificatosi nel corso della sua storia collettiva, ha mediamente attribuito ad una parola.

Si tratta insomma di un sistema di riferimento emozionale, alimentato dal più grande focus group esistente, il web: sono 28,7 milioni i navigatori italiani online, con un incremento su base annua del +6,4%; 14,3 milioni gli utenti attivi nel giorno medio, con un incremento su base annua del +11% (AudiWeb, settembre 2012).

“Del resto, non è un mistero che l'attenzione indotta e la memorizzazione di un messaggio è tanto più forte quanto più è legato all’emotività (che è poi il modo di apprendere il linguaggio dei bambini, attraverso un processo di imprinting emotivo); di conseguenza, quanto più i valori scelti per narrare l'idea/prodotto sono vicini, nel database culturale collettivo rappresentato tridimensionalmente da EWA, tanto più il messaggio arriverà forte e chiaro all’audience di riferimento.” chiosa Andrea Barchiesi, A.D. di Reputation Manager e co-autore del libro.

La comunicazione politica di Renzi e Bersani: un caso applicativo ex-post di analisi EWA

Web Intelligence e Psicolinguistica- renzi-bersani

Per meglio evidenziare la metodologia raccontata nel libro dei due ricercatori, Reputation Manager, a titolo esemplificativo, ha applicato l’analisi psicolinguistica con EWA alla comunicazione di Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, i principali contendenti delle primarie del centro-sinistra. La ricerca è stata strutturata con una prima fase di analisi semantica del “sentiment” presente all' interno del web italiano, che si basa su un campione di 3.000.000 dialoghi al giorno. La seconda fase di analisi si riferisce al modello EWA, in cui i due personaggi politici sono stati considerati come "prodotti" concorrenti, che comunicano se stessi.

Dal 1 al 30 settembre sono state monitorate 46.109 fonti web e 285.908 contenuti web, comprese tutte le Pagine e i Gruppi presenti su Facebook e tutti gli account Twitter e gli hashtag relativi ai personaggi in analisi. E’ interessante subito notare che, in termini quantitativi di “citazioni semplici”, Matteo Renzi (con circa 48.000 citazioni) arriva subito dopo Silvio Berlusconi (ca. 95.000), e prima di Pierluigi Bersani (43.500) e Nichi Vendola (21.000), mentre se si estraggono le sole menzioni rilevanti ai fini della nostra analisi, Renzi è praticamente alla pari o leggermente superiore a Berlusconi, con circa 13.000, e sopra Bersani e Beppe Grillo, appaiati a circa 8-9.000 citazioni. Segue Antonio Di Pietro, con 5.000, e soprattutto arranca un altro concorrente delle Primarie, Nichi Vendola, con sole 4.000 citazioni.

La distribuzione del “web sentiment”, delineata con l’analisi semantica, di nuovo premia Matteo Renzi: ben il 51% dei contenuti web su di lui è positivo, il 17% neutro, solo il 32% negativo. Bersani e Vendola, invece, hanno una prevalenza di negatività: 57% il primo e 65% il secondo, pur con la stessa percentuale di neutralità di Renzi (15-18%). Del resto, la coppia Bersani – Vendola nelle conversazioni web è molto più spesso citata assieme di quella Renzi – Vendola, segno che i navigatori li accomunano più facilmente, forse per il loro essere “personaggi politici” a livello nazionale da più lungo tempo.

Gli elementi più interessanti arrivano quando si applica, nella seconda fase dell’analisi, la metodologia EWA basata sulla psicolinguistica: nel sistema di riferimento tridimensionale a sei categorie sui tre assi “istinto/riflessione” (x), “vissuto/aspirazione” (y) e “contenuti/relazione” (z), il linguaggio delle conversazioni su Renzi si posiziona come centrale ed equidistante su y e z (quindi a metà tra contenuto e relazione, e tra vissuto e aspirazione), e decisamente improntato all’istinto sull’asse x.

Bersani è invece molto più caratterizzato: riflessione (vs. istinto), aspirazioni (vs. vissuto), contenuto (vs. relazioni).

“La macro-tendenza registrata dall'osservatorio del centro ricerche di Reputation Manager prevede una crescita nel breve di istinto, aspirazione, relazione” – svela Andrea Barchiesi – “il che sembrerebbe privilegiare, seppure leggermente, l’efficacia della comunicazione di Renzi, nonostante la tendenziale neutralità emotiva riscontrata”.

“Se si dovesse consigliare a Renzi e a Bersani come narrare la propria idea politica sfruttando le risorse EWA, dopo aver analizzato i valori che ricorrono più frequentemente nei loro discorsi (ad es. semplicità, futuro, merito, solidarietà, eguaglianza, lavoro, Italia) e la prossimità emotiva della parole e dei fonemi associati (“semplice” per Renzi, “denso” per Bersani), si potrebbe concludere che la comunicazione più efficace per Renzi dovrebbe girare attorno al messaggio "per un’Italia più semplice" , mentre quella per Bersani, facendo leva sul valore spesso citato della solidarietà, "essere solidali e dare densità (spessore) al partito (o al Paese)", suggerisce Felix Sagrillo.

La sorpresa è però ben più grande se si analizza il percepito emotivo risultante dal linguaggio di Bersani e Renzi a confronto con la dicotomia “novità-tradizione” per sviluppare un messaggio politico che ne tenga conto, viste tutte le diatribe sulla “rottamazione” e sulla necessità di cambiare nella politica italiana: qui si scopre che è Bersani ad essere più coerente con il concetto di nuovo.

“La negatività del prodotto-Bersani rispetto al prodotto-Renzi è dovuta al fatto che il primo attualmente si situa più vicino del secondo al concetto di personaggio politico, che è in questo momento come si sa, per gli italiani, intrinsecamente negativo”, commenta Barchiesi, per spiegare l’apparente contraddizione dell’analisi psicolinguistica con l’analisi semantica.

Pubblicato il (mercoledì 14 novembre 2012)

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