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Bill Gates, la Rete ti vede così

venerdì 3 febbraio 2012

Bill Gates, la Rete ti vede così

La rubrica Identità Digitale di Reputation Manager su Espansione, oggi in edicola, rivela a sorpresa che il miliardario di Microsoft è amato in rete. Piace come uomo e filantropo. E anche la rivalità con Steve Jobs sembra avergli fruttato consensi

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Sorpresa: il miliardario fondatore di Microsoft piace ai navigatori italiani. Sulla base di conversazioni, articoli, immagini, video e altri contenuti sul web che lo riguardano, gli esperti di Reputation Manager hanno costruito una biografia digitale del personaggio, su tre livelli: la sua immagine personale, la sua carriera anche in relazione a quella del grande rivale Steve Jobs e, da ultimo, il suo impegno umanitario.

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La Fondazione “Bill e Melinda Gates” infatti è il grosso fattore “positivizzante” delle opinioni in Rete con un 34% di conversazioni attive, nella stragrande maggioranza favorevoli. Per la Rete, Bill Gates è il filantropo multimiliardario , e i contenuti sulle sue attività benefiche sono preminenti rispetto alla sua carriera in Microsoft. Analizzando il Coefficiente di Rischio Reputazionale, si registra un impatto positivo sulla reputazione attuale di Gates in tutte le aree; in particolare per quanto riguarda Gates vs Jobs +1,66; la sua biografia +1,62; la Bill Gates Foundation +1,50.

«Uno dei rari esempi in cui la linea tracciata dal nostro coefficiente non va mai sotto lo zero merita un elogio», dice Andrea Barchiesi, A.D. di Reputation Manager.

Impegno sociale e… autoironia. Molto dell’immagine web di Bill Gates passa attraverso i video, amplificata dalla parodia e dalla rappresentazione cinematografica, che la fanno oscillare tra l’impegno sociale e la risata. Gates è una figura molto forte, grazie al suo carisma personale. Spesso accade che i contenuti su Bill Gates siano occasione per ironizzare sulla qualità dei prodotti Microsoft e accendere le polemiche con i fan di Apple: ne è un classico esempio il video “Torta in faccia a Bill Gates” (e indirettamente a Microsoft, identificata in lui) che ha riscosso quasi 15 mila visualizzazioni. Un altro video particolarmente gettonato tra i navigatori nostrani è quello del Bill Gates filantropo che bacchetta l’Italia di Berlusconi, definendola tirchia. L’accusa all’esecutivo italiano era stata lanciata nella lettera annuale della fondazione benefica Bill and Melinda Gates Foundation, che Gates guida con la moglie. Su Facebook, invece, il popolo di zio Bill è numeroso, ma (inaspettatamente, visto che si tratta di cifre mondiali) non numerosissimo: poco più di un milione di fan (1.187.880), nemmeno attivissimi. I domini italiani più attivi e positivi su Bill Gates sono invece, oltre allo scontato YouTube, anche www.dailymotion.com e www.jacktech.it dove si danno appuntamento gli appassionati di tecnologia.

Bill non scalda i cuori, ma stimola le menti. Da quando ha lasciato la presidenza della Microsoft, Bill Gates si è buttato nella beneficenza, coniando la definizione di “capitalismo creativo”, che ha subito fatto il giro del web. Gates invita le imprese a dedicarsi a produzioni con ricadute positive sulla società. I principali obiettivi della Fondazione sono salute e istruzione dei poveri. Numerosissimi i progetti : vaccinazioni, sviluppo degli strumenti digitali nelle scuole, fino al progetto di realizzare insieme alla Cina un nuovo tipo di reattore nucleare a uranio impoverito. L’obiezione principale che viaggia sulla Rete parte da un’inchiesta del 2007 del Los Angeles Time. Secondo il quotidiano, la Gates Foundation ha investito 218 milioni di dollari in vaccini contro la poliomielite e il morbillo in varie parti del mondo, compreso il delta del Niger. Ma allo stesso tempo, ha investito 423 milioni di dollari in società che il quotidiano accusa di essere tra i maggiori responsabili delle malattie respiratorie che affliggono i bambini dell’area: Eni, Shell, Exxon, Chevron e Total. Altri invece notano come l’idea di “capitalismo creativo” contrasti fortemente con la condotta monopolistica mantenuta da Microsoft nei confronti delle tecnologie open source, un modello che punta sulla condivisione delle informazioni e in parte anche sul software gratuito.

Il mio miglior nemico. Steve Jobs è mancato da poco e nei mesi scorsi la domanda è tornata d’attualità: davvero il Bill di Microsoft era nemico dello Steve di Apple? Le fasi che sul web legano maggiormente la figura di Bill Gates a Microsoft riguardano l’inizio e la fine della loro lunga storia. A Bill viene riconosciuto il merito di aver cambiato il nostro modo di conoscere, di lavorare e di vivere. Vero che Microsoft soffiò l’idea di base di Windows ad Apple, che stava utilizzando prototipi di Xerox per il Macintosh. Su questo episodio è comunque aperto il dibattito: c’è chi parteggia per l’astuzia di Bill Gates, chi difende il primato creativo di Jobs e chi ancora sostiene che entrambi abbiano rubato alla Xerox. Il confronto tra i due grandi dell’informatica passa anche dalla rappresentazione cinematografica de “I pirati della Silicon Valley”, film del 1999 che ripercorre le origini delle loro carriere e del quale gli utenti commentano ancora oggi le scene salienti. La rivalità professionale comunque è quasi sempre smorzata da una rappresentazione umoristica (in video-giochi e parodie) e dalla considerazione frequente che i due in fin dei conti si rispettassero e si stimassero.

Per Andrea Barchiesi, A.D. di Reputation Manager, «Lidentità digitale di Bill Gates è un ottimo esempio di come fattori diversi e solo apparentemente incompatibili possano cambiare in positivo la reputazione online di una persona. Gates, fino a pochi anni fa conosciuto come un padre-padrone di Microsoft, sprezzante dell’anti-trust, nemico di Steve Jobs, è oggi conosciuto per il suo impegno umanitario e per la sua capacità auto-ironica, che hanno fatto rivalutare ai navigatori anche la sua indubbia intelligenza e creatività». Un velato suggerimento a chi volesse migliorare la propria reputazione in Rete?

Pubblicato il (venerdì 3 febbraio 2012)

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