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Papa Ratzinger vs Dalai Lama: la rete vi vede così

venerdì 7 settembre 2012

Papa Ratzinger vs Dalai Lama: la rete vi vede così

Oggi in edicola su Espansione le identità digitali a confronto di Papa Ratzinger e Dalai Lama nella rubrica curata da Reputation Manager

Spesso accostati e confrontati in Rete – ad esempio in occasione della recente visita in Emilia –, esaminati alla lente di ingrandimento di Reputation Manager rivelano inaspettate somiglianze su argomenti etici caldi (le opinioni sui gay) ma anche prevedibili differenze, per l’impatto emotivo completamente diverso che suscitano

Papa vs Dalai Lama-ricerca Reputation Manager

Ecco un altro “faccia a faccia” della rubrica “La Rete Vi Vede Così”: stavolta si tratta di due leader religiosi mondiali. L’obiettivo, mettere a confronto le identità digitali di Papa Benedetto XVI, capo della maggiore chiesa cristiana a livello mondiale, la Chiesa Cattolica Romana , e del XIV Dalai Lama e Premio Nobel per la Pace Tenzin Gyatso, leader della comunità buddista internazionale , a partire da conversazioni, articoli, immagini, video e altri contenuti che li riguardano presenti sul web, indagandole sotto i diversi aspetti che, a livello mediatico, li caratterizzano in modo peculiare, per comporre un mosaico della loro identità online.

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Le conversazioni sono state rilevate e analizzate come sempre a partire da un modello concettuale comune, relativo a tre parametri: Immagine Personale, Vita Religiosa (intendendo con questo anche la loro “carriera” fino ad arrivare leader) e Comunicazione . L’ Immagine Personale si declina in “biografia” e “opinioni” per entrambi, così come per la Comunicazione, le chiavi di ricerca sono state simili: libri, discorsi, conferenze e viaggi. La Vita e Carriera Religiosa invece è stata declinata e ricercata ovviamente secondo keyword diverse: “arcivescovato, cardinalato, pontificato, onorificenze” per il papa, mentre per il Dalai Lama “intronizzazione, capo del governo, onorificenze, Tibet, Cina, Mao”,

Web, video e social network concordi: equilibrati sul Dalai Lama, emotivi – e non in positivo – sul Papa

La sintesi offerta dall’analisi dell’impatto emotivo delle conversazioni rilevate da Reputation Manager su queste due importanti figure religiose offre una fotografia molto chiara: quasi la metà dei contenuti online sul Papa (48,74%) ha un tono negativo e un impatto lesivo ; solo il 7% è positivo ma generalmente tiepido, poco entusiasta; il resto ha valore neutro. Il Dalai Lama è invece decisamente più popolare sul web , sia quantitativamente (53% contro 47% , come totale delle conversazioni) che qualitativamente: il 26% dei contenuti online è positivo, e solo l’8% negativo, ma non lesivo, perchè l’impatto emotivo delle parole utilizzate è in generale equilibrato, sia sui toni positivi che su quelli negativi .

Il confronto tra i due personaggi si gioca, come spesso avviene, per la maggior parte (22%) sui video, ma anche per il 19% sulle testate giornalistiche online, e per il 13% sui forum . Interessante notare che, tra i 5 domini top, dopo YouTube, ci sono il sito dello UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti), il ferraraforum.it, seguiti da testate come corriere.it e ilfattoquotidiano.it . Il primo video sul papa, con oltre mezzo milione di visualizzazioni e tantissimi commenti, si chiama “Papa Ratzinger....in tutta la sua cattiveria!” e fa ben oltre cinque volte tanto il video più visualizzato sul Dalai Lama (meno di 90.000 visualizzazioni) che ha come tema i suoi aforismi di saggezza. La presenza in video di Benedetto XVI è in effetti nettamente sbilanciata sul versante “parodie”, “rivelazioni” e “critiche”, spesso feroci.

La situazione non migliora certo sui social network: i numeri di Facebook danno decisamente ragione al Dalai Lama, che ha al suo attivo ben 4.390.916 fan su 290 pagine dedicate e 71 gruppi attivi. E anche se solo il 1,7% dei fan è attivo, nel senso che ha scritto almeno un post/commento, è chiaro che la polarità di questi gruppi e pagine è decisamente positiva per Tenzin Gyatso .

Per quanto riguarda Benedetto XVI, i numeri sono nettamente più bassi: 263.032 , su 154 pagine e 62 gruppi attivi, ma in questo caso, tranne i primi intestati al pontefice in modo neutro col suo nome (Benedetto XVI, papa Benedetto XVI), la stragrande maggioranza è pesantemente sbilanciata sul negativo, come si evince scorrendone i titoli, sbeffeggianti o addirittura offensivi. Anche qui, però, solo l’1,8 % dei fan è attivo, segno che non c’è un accanimento crescente o portante del trend negativo.

Su Twitter c’è un po’ meno chiarezza, dovuta al fatto che solo il Dalai Lama ha un account ufficiale , aperto da circa tre anni, con quasi cinque milioni di follower, e innumerevoli account non ufficiali, mentre il papa ha “solo” tantissimi account non ufficiali; ma da un’analisi attenta degli hashtag associati all’uno o all’altro, è evidente che anche qui la situazione è piuttosto polarizzata: da un lato appaiono vocaboli come “peace, love, happiness” - spesso in inglese, si tratta di tweet o retweet di portata “globale”- , dall’altra “satira, matrimoni gay, Vatileaks”, oppure nomi di politici come “Di Pietro, Casini, Grillo”, con una prevalenza di tweet italiani.

Immagine personale, vita religiosa e comunicazione: la costruzione della reputazione digitale dei leader passa di qui

L’immagine che emerge in Rete, per il sommo pontefice cattolico, è quella di una persona molto rigida, e poco solidale . Gli si muovono accuse di anti-islamismo (dopo il suo discorso all’università di Regensburg, in italiano detta Ratisbona) e anche di adesione al nazismo, in gioventù: tant’è che all’indomani della sua elezione, persino il quotidiano inglese “The Sun” aveva sottolineato, a caratteri cubitali, il passaggio “from the Hitler Youth to Papa Ratzi”. Ma ci sono anche tanti fan fedeli sui forum dedicati, che raccolgono immagini e foto dei momenti considerati più toccanti.

Quella del leader buddista è invece un’immagine positiva, di persona solidale, saggia, riconosciuto come guida spirituale . Ha suscitato in particolare grande impatto emotivo positivo la visita del Dalai Lama alle popolazioni terremotate dell’Emilia, alle quali ha dato il suo sostegno morale e spirituale, nonché economico. Molti hanno sottolineato anche, specularmente, il fatto che il Papa ha donato molto meno, in proporzione, rispetto a quanto ha fatto il Dalai Lama. Anche la mancata concessione della cittadinanza onoraria di Milano - causata dalle proteste della Cina che ha minacciato di boicottare l’Expo - è stata ripresa da diversi articoli.

Per quanto riguarda la loro vita e “carriera” religiosa, le cose non vanno molto meglio per il papa: si parla di una gestione da “Inquisizione” del recente pontificato e lo si accusa di allontanare o addirittura scomunicare “senza ragione” vescovi, suore e teologi che hanno posizioni contrastanti alle sue (o meglio, a quelle della dottrina cattolica più ”ortodossa” di cui egli è strenuo difensore) sui temi più vari, dai divorziati agli omossessuali. Gli si addebitano poi da più parti gravi responsabilità nell’ «insabbiamento» dei numerosi casi di preti pedofili durante il suo cardinalato . Spesso la figura del Papa è associata in generale al Vaticano e agli scandali che stanno circondando il papato. Gli atei incalzano e anche molti sedicenti fedeli cattolici non sembrano più convinti della figura “pulita” e “onesta” di Benedetto XVI. Il Vaticano, nello specifico papa Ratzinger, vengono poi accusati di ostacolare le indagini della magistratura italiana, con evidente disappunto dell’opinione pubblica.

Ma anche il Dalai Lama ha , sebbene meno numerosi e agguerriti, i suoi detrattori in Rete : alcuni sostengono la tesi che se lasciasse il suo ruolo di capo politico dei tibetani la situazione del popolo stesso ne sarebbe avvantaggiata. Uno dei pochi commenti davvero negativi trovati sul Web è poi l’accusa di aver favorito ed essere stato addirittura leader della lotta armata e della guerriglia tibetana, a dispetto dell’approccio pacifico e pacifista del buddismo, che egli rappresenta.

Terminiamo l’analisi con la Comunicazione, punto forte di entrambi i personaggi, in termini di Coefficiente Reputazionale - e l’unico aspetto che riporta sopra lo zero il CERR® di papa Benedetto XVI . C’è infatti chi lo difende a ragion veduta: “Ratzinger cattivo comunicatore? Assolutamente no, solo un pontefice che ama privilegiare la parola sull'evento mediatico” si legge sull’Unità online.

Umberto Eco, d’altra parte, esprime sul “ilpost.it” un’opinione nettamente negativa sulla preparazione teologica e filosofica di Papa Benedetto XVI, spesso considerate il principale “punto di forza” di questo papa . Anche su siti e forum di atei e agnostici spopolano, ovviamente, le opinioni contro le principali idee di Ratzinger su vari temi a lui cari quali la lotta al relativismo, e contro l’assolutismo epistemologico (potremmo dire) con il quale - si dice - il pontefice affronta molti argomenti.

Molti sono però i link che pubblicizzano con dovizia di particolari e lodi circostanziate i libri e gli articoli scritti dal pontefice , e vari sono gli incontri di associazioni e fondazioni culturali che discutono e parlano in Rete e offline di letture e opere del papa. Dall’altro lato, gli aforismi del Dalai Lama spopolano sul Web , specie nei video e sui forum; quando nel 2009 si era diffusa la voce che fosse sbarcato su Twitter con un suo account ufficiale (cosa che poi ha fatto, anche se un po’ più tardi), in sole 48 ore aveva totalizzato 17mila follower. Delusione invece per il discorso del leader tibetano a proposito della crisi siriana : da più parti ci si aspettava una presa di posizione maggiore. Così come, nel maggio 2006, aveva suscitato molto stupore e tanta disapprovazione in Rete la dichiarazione riportata in un articolo del "Daily Telegraph", pubblicato in Italia da "La stampa”, in cui il Dalai Lama dichiarava di non ritenere moralmente legittime le pratiche omosessuali . Il suo, secondo quanto riporta l'articolo, è un "no alle unioni gay, assoluto e senza sfumature". “Sarà contento papa Ratzinger.” chiudeva l’estensore del commento riportato su Gay-Forum.

Il parere dell’esperto: perché Dalai Lama batte Papa Ratzinger (ma i predecessori avrebbero avuto più chance)

“Se la «Comunicazione» è l’aspetto più importante e direi vincente per entrambi i leader religiosi – commenta Andrea Barchiesi, A.D. di Reputation Manager - l’immagine personale del pontefice e le sue decisioni e posizioni in campo religioso sono però piuttosto impopolari. Nonostante la maggiore vicinanza socio-culturale del papa agli italiani, o forse proprio per questo, in Rete ha avuto il sopravvento la negatività delle opinioni su quanto Benedetto XVI dice e fa nel nostro Paese in particolare, e l’impatto emotivo forte che questo suscita nei commentatori online. Ecco perché anche il coefficiente reputazionale (CERR®) , da noi misurato, del Dalai Lama è decisamente migliore: un buon 1,24 contro un appena sufficiente – nel senso di ‘sopra la linea dello zero’ - 0,04 di papa Ratzinger. Ben lontano dai fasti evidenziati in un nostra ricerca, di un anno fa circa, sulla reputazione online dei suoi predecessori, di Giovanni Paolo II e, ancora di più, di Giovanni XXIII”.

Pubblicato il (venerdì 7 settembre 2012)
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