Search
Reputation News
Osservatorio Italia Oggi/Reputation Manager: Web Reputation, gli studi stranieri maestri sulla Rete

lunedì 9 giugno 2014

Osservatorio Italia Oggi/Reputation Manager: Web Reputation, gli studi stranieri maestri sulla Rete

Osservatorio Affari Legali/Reputation Manager: le law firm internazionali molto più avanti degli studi italiani. La terza edizione della ricerca condotta da Reputation Manger in esclusiva per Italia Oggi. 

Non c'è storia: gli studi legali italiani non superano il confronto con quelli stranieri. Almeno per quanto riguarda l'uso della rete e dei social network. La terza edizione dell'Osservatorio semestrale sulla Web Reputation degli studi legali, che le società Reputation Manager e Be Media hanno realizzato in esclusiva per Affari Legali-ItaliaOggi Sette, ha messo in evidenza, dopo un confronto effettuato per la prima volta con tutte le principali law firm internazionali che operano in Italia, che gli avvocati italiani non hanno ancora capito quanto sia importante «curare» la propria immagine su internet. I legali italiani sono ancora praticamente fermi al web 1.0, cioè alla realizzazione del proprio sito istituzionale, e poco altro, e non hanno capito quanto sia oggi importante saper cavalcare il web 2.0, cioè i social network, i forum e i blog di discussione. La web reputation di un soggetto non rappresenta solo la sua presenza su internet, ma l'immagine complessiva che questo ha nella rete. Reputation Manager e Be Media hanno passato al setaccio tutto ciò che c'è su internet sugli avvocati italiani, sia in termini positivi che negativi (per esempio, titoli di notizie non positive che circolano in rete su un certo legale) e hanno stilato una classifica nella quale le prime quattro posizioni, oggi, sono occupate da grandi law firm internazionali, capeggiate da Dia Piper. Molti studi legali italiani forse non sanno che questa attività di misurazione della web reputation viene commissionata sempre più spesso anche dagli advisor di grandi operazioni finanziarie per valutare le società target e i loro manager.Perché il futuro del settore legai è nella rete.

Si è detto spesso che il mercato italiano dei servizi legali è molto ostico per gli studi stranieri che decidono di aprire una sede nella Penisola. Lo storico attaccamento della clientela al singolo professionista e la netta maggioranza nel tessuto imprenditoriale di piccole medie aziendeJtianno finqui costituito una barriera importante all'affermazione delle law firm anglosassoni.

Ma lo scenario sta cambiando rapidamente: l'ultimo rapporto trimestrale di Mergermarket (si veda Affari Legali-ItaliaOggi Sette del 28 aprile) ha messo in luce l'avanzata delle realtà internazionali nelle operazioni di m&a; un trend che ora trova conferma nella ricerca curata dalle società Reputation Manager e Be Media, specializzate in analisi e ingegneria reputazionale e consulenza di comunicazione, sulla reputazione online degli studi legali, realizzato in esclusiva per Affari Legali-ItaliaOggi Sette.

La prime due edizioni del report, che risalgono ai mesi di maggio e di novembre dello scorso anno, avevano messo in luce il ritardo degli studi italiani nella capacità di sfruttare le potenzialità del Web 2.0. La nuova edizione che per la prima volta ha incluso nel panel anche le law-firm internazionali, rende ancora più palesi i limiti degli studi legali italiani.

I criteri di valutazione

Un'ultima precisazione è utile per comprendere meglio i dati emersi dalla ricerca: ciascuno studio è stato valutato secondo un punteggio che va da 0 a 10, considerando quattro macro-aree che definiscono i contorni della reputazione online: la presenza istituzionale, riferibile in primo luogo al sito Internet «aziendale» (questo indicatore vale complessivamente 1,5 punti, con i sottoaree rappresentate dal design, l'usabilità, la ricchezza informativa, la potenzia del dominio e la frequenza di aggiornamento); la presenza enciclopedica (che considera la presenza su Wikipedia, il livello di approfondimento e le case history citate, per un'incidenza complessiva di 2,6 punti); la presenza nel cosiddetto Web 1.0 (che conta per 4,1 punti tra presenza nelle news, mention nei titoli dei contenuti e mention totali, presenza nei social e qualità dei contenuti); infine la presenza nel mondo del Web 2.0 (che considera i forum e i social network e che pesa fino a 1,8 punti tra volumetrica e presenze lesive). Al lavoro quantitativo si è affiancato anche uno qualitativo, che ha penalizzato le citazioni negative sulla Rete, premiando all'opposto quelle positive tra le 120mila fonti passate al setaccio.

Svettano le law-firm internazionali

In testa alla classifica, che prende in considerazione 20 studi d'affari di medie e grandi dimensioni, si piazza Dia Piper, con una valutazione complessiva di 7,7 punti, frutto di una presenza enciclopedica e istituzionale pressoché completa (nelle due macro-aree totalizza rispettivamente 9,6 e 9 punti), oltre che di una buona attenzione ai canali del Web 2.0 (7,8), che compensa qualche limite sul Web 1.0 (5,9 punti), atteggiamento per altro comune a tutti gli studi considerati nell'indagine.

Subito dietro si piazza Clifford Chance con una media di 7,6 punti e il primo posto assoluto nelle strategie di branding sul Web 2.0 (9,4), mentre il gradino basso del podio è appannaggio di Orrick, con 7,4 punti.

Il dominio degli studi stranieri prosegue con il degli italiani è Chìomenti, quinto a quota 6,9. Al sesto posto si trova la coppia composta da Cleary Gottlieb ed Eversheds (6,5 punti), che precede di un soffio Bonelli Erede Pappalardo (6,4), con Freshfields nono (6,2 punti) e Nctm a completare la top ten, ma già al di sotto della sufficienza (5,5). «Gli studi di matrice anglosassone si mostrano più attenti all'impatto che la comunicazione Web può avere sull'andamento del business»,commenta Andrea Barchiesi, amministratore delegato di Reputation Manager.

«Ormai a livello internazionale, prima di grandi operazioni come le fusioni a società specializzate nella comunicazione online per misurare la reputazione della società target e dei suoi manager. Le law-firm internazionali conoscono quindi molto bene l'importanza della reputazione online».

Infatti i risultati dell'indagine Reputation Manager e Be Media evidenzia uno scarto tra gli studi italiani e le law-firm internazionali, soprattutto rispetto alla presenza istituzionale:

«Gli studi internazionali presi in analisi hanno siti Web all'avanguardia e ricchi di contenuti, che vanno dalla presentazione dei profili professionali aggiornati degli avvocati di ogni sede estera ai materiali di approfondimento su alcune tematiche di interesse globale», aggiunge l'esperto.

Che sottolinea anche l'importanza riservata da diverse law-firm internazionali ai profili su Twitter e Facebook, «in molti casi con approcci diversificati per ciascun paese in cui sono presenti». L'unico punto di contatto che rende gli studi internazionali e quelli italiani alla pari è costituito dai volumi dei contenuti online in italiano, sul web, nelle news, sui blog e sui forum. Sia le boutique nostrane che i grandi colossi globali compaiono di frequente sui motori di ricerca in italiano, in quanto coinvolti in attività di advisory legale nelle grandi operazioni internazionali di banche e società.

Studi tricolore in forte ritardo

La seconda metà della classifica è un monocolore italiano, con Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners che totalizza una media di 4,9 punti, precedendo Tonucci (4,1), Ls Lexjus Sinacta (3,6), Pavia Ansaldo e Cba (entrambi a 3,4), con Lombardi Molinari Associati sedicesimo (3,2) davanti a Pirola Pennuto Zei (3) e Carnelutti (2,9). In coda si piazzano Grimaldi e Associati (2,5) e D'Urso Gatti e Bianchi (2,3). «Non si registrano grandi passi in avanti rispetto alle precedenti indagini semestrali», spiega Alberto Murer, partner di Be Media. «In particolare, resta carente la presenza istituzionale, con i siti Internet degli studi italiani che non forniscono un'informativa aggiornata alla clientela, acquisita e potenziale.

Gli studi di casa nostra continuano a non considerare la comunicazione online una leva strategica per reagire alle difficoltà del mercato e farsi spazio in uno scenario sempre più concorrenziale».

Anche se qualche realtà si mostra più attenta alla reputazione online rispetto al passato: «Chiomenti, Bonelli Erede Pappalardo, Nctm e Gop rispetto agli altri studi italiani, dispongono di siti più aggiornati e ricchi di contenuti», conclude Murer.

«Il vero tallone d'Achille degli studi legali italiani è la presenza sui social professionali (quali linkedin, slideshare): in pochi, sia gli studi sia i loro partner, hanno un account ufficiale e i profili analizzati sono poveri di contenuti e poco aggiornati».

Pubblicato il (lunedì 9 giugno 2014)
ARTICOLI CORRELATI

REPUTATION MANAGER

Reputation Manager S.r.l. a socio unico
Cod.Fisc./P.IVA 0756941 096 7 Registro Imprese di Milano - R.E.A. MI-1967717 - Capitale Sociale € 71.450,00.= i.v.
Tutti i diritti sono riservati.
NEWSLETTER
Acconsento al trattamento dei miei dati personali(*)

ISO9001 Reputation Manager è certificata UNI EN ISO 9001:2008 (Certificazione N° 9175.RPTM).
UNI EN ISO 9001:2008, Sistemi di gestione per la qualità dei processi aziendali e produttivi, è la norma che definisce i requisiti di un sistema di gestione per la qualità per aziende ed enti. I requisiti espressi sono di "carattere generale" e possono essere adottati da ogni tipologia di organizzazione.

Reputation Manager S.r.l. è fondata da un gruppo di professionisti provenienti dalle più grandi realtà internazionali di consulenza e industria specializzati dal 2004 nelle tematiche di Reputazione Online e Web Intelligence.

Il nostro obiettivo è promuovere la crescita e lo sviluppo delle imprese tramite l’innovazione dei processi, delle metodologie organizzative e delle tecnologie informatiche.

Specializzazione nelle tematiche reputazionali e di brand monitoring Reputation Manager è frutto di una forte specializzazione dell’azienda sulle tematiche inerenti la reputazione e la misurazione degli impatti nei brand, prodotti e servizi. Vengono adottate le più innovative tecnologie e metodologie al servizio dell’eccellenza e della massima fruibilità pratica dei risultati. Molte delle innovazioni apportate sono una novità per il panorama nazionale.

Esperienza a 360° nelle problematiche web 2.0 Realizzazione di progetti nelle differenti aree costitutive del web 2.0: analisi reputazionale, raccolta opinioni, webanalytics, integrazione CRM, portali B2C, portali B2B, SEO, SEM, servizi ASP, usabilità, profilazione utenza, integrazioni con soluzioni VOIP. Ricerca e sviluppo La ricerca e sviluppo è un fattore di primario interesse nella mission aziendale. Il 30% delle risorse lavorano su progetti di ricerca e innovazione.

Dove siamo (Sede Operativa) Reputation Manager Via Gabriele D'Annunzio, 27 - 20016 Pero (MI) Tel: +39 02 928501 Fax: +39 02 92850190 E-mail: info@reputazioneonline.it