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Top Manager Editoria: la classifica della web reputation

mercoledì 3 giugno 2015

Top Manager Editoria: la classifica della web reputation

Prima  Comunicazione ha chiesto a Reputation Manager di analizzare la reputazione on line dei principali top manager dell'editoria. Ecco la classifica apparsa sul numero di Maggio.

Reputation Manager ha analizzato la reputazione on line dei principali top manager dell’editoria. Sul podio della classifica troviamo al primo posto John Elkann (La Stampa) con uno score di 56,1 punti su 100, al secondo Urbano Cairo (Cairo Communication) con 53,2 punti e al terzo con un discreto distacco Giancarlo Leone (Rai 1) con 40,4 punti.

A seguire:

  • Pier Silvio Berlusconi (Mediaset), 38,3
  • Carlo De Benedetti (L'Espresso), 36,6,
  • Luigi Gubitosi (Rai), 35,4
  • Andrea Scrosati (Sky), 32,1
  • Ernesto Mauri (Mondadori), 31,2
  • Andrea Zappia (Sky), 30,1
  • Pietro Scott Jovane (Rcs Mediagroup), 29,5
  • Monica Mondardini (L' Espresso), 28,9
  • Maurizio Costa (Fieg e Rcs), 25,7
  • Marinella Soldi (Discovery Italia), 25,5
  • Donatella Treu (Il Sole 24 ore), 23,8

“La reputazione on line è un oggetto complesso, fatto di contenuti eterogenei (articoli, opinioni, video, immagini,social), tutti in relazione tra loro. Studiare la reputazione sul web significa analizzare queste relazioni tra sistemi eterogenei e isolare quelle significative e durature nel tempo dal rumore di fondo – spiega Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager-  Per questa ragione abbiamo utilizzato un indice reputazionale composto da molti parametri (21 in totale) per giungere ad una valutazione globale precisa e significativa che possa coniugare intensità dell’immagine e qualità della stessa. Tra i manager analizzati John Elkann è il personaggio che coniuga una solida e diffusa presenza sul web, ad una grande articolazione di contenuti significativi, questo gli permette di mitigare l’impatto di alcune negatività che pure permangono a distanza di anni, proprio perché sul web non si cancella nulla. In altri casi invece, l’analisi mette in luce come i contenuti passati, che hanno avuto grande eco on line e quindi si sono sedimentati, possano incidere in modo rilevante e costante sulla reputazione, se questa non è sufficientemente aggiornata e coerente con il profilo attuale”

HIGHLIGHTS

1)John Elkann, tra quelli analizzati, è il manager con l’identità digitale più complessa e densa di contenuti, questo è riconducibile al fatto che ricopre più di un ruolo dirigenziale in aziende di primaria importanza. Primo in classifica con 56,1 punti, nell’ultimo anno è stato citato sul web 5.705 volte, 467 solo nell’ultimo mese, all’interno di contesti che hanno una forte amplificazione. I contenuti associati in modo più rilevante alla sua identità riguardano soprattutto FCA e la Juve, e sono i temi che fanno maggiormente discutere e dividono le opinioni. Al contrario i contenuti legati al suo ruolo di editore, seppur marginali rispetto agli altri, rivelano una percezione più positiva, in particolare legata ai suoi progetti e alle aspettative positive per la fusione tra La Stampa e il Secolo XIX. Un evento che a distanza di tempo ancora pesa un po’ sulla sua reputazione on line, è la sua dichiarazione sui giovani “fannulloni”, risalente a febbraio 2014, che gli è costata non poche polemiche e di cui ancora resta traccia sui motori di ricerca tra i risultati correlati in modo più forte al suo nome. Un dibattito ancora attivo anche sui social, all’interno di gruppi pro e contro nati in seguito a questa sua dichiarazione.

2)Urbano Cairo, al secondo posto stacca di poco Elkann con 53,2 punti. È il manager con i volumi di conversazioni più alti: citato 6.719 volte sul web nell’ultimo anno, e 1.660 nei canali news nell’ultimo mese. Anche nel suo caso gli argomenti si dividono tra la sua attività di editore e il suo ruolo di Presidente del Torino, anche se, a differenza di Elkann, la distribuzione tra i due ambiti è più omogenea. La sua presenza diffusa è però bilanciata dalla qualità negativa di alcuni contenuti: tra gli argomenti associati in modo rilevante al suo nome resistono infatti dei contenuti lesivi, risalenti al 2013 quando ha acquisito La 7, che lo associano in modo negativo a Silvio Berlusconi. Si rileva al contrario un sentiment positivo sull’ultima strategia annunciata da Cairo per il palinsesto di La7, in particolare sull’intenzione di puntare di più sull’intrattenimento e meno sulla politica.

3)Giancarlo Leone, direttore di Rai 1, è al terzo posto della classifica con un distacco di 12,8 punti da Urbano Cairo. I volumi di conversazione sono più bassi rispetto ai primi due manager, nell’ultimo anno è stato citato sul web 2.070 volte, ma la qualità dei contenuti associati al suo nome è complessivamente buona, infatti le negatività rilevate restano confinate a contesti che non hanno una grande rilevanza. Tra gli argomenti positivi, il più presente è il successo dell’ultima edizione di Sanremo 2015.

4)Pier Silvio Berlusconi, vice-presidente esecutivo e AD di Mediaset, è al quarto posto con 38,3 punti su cento. La sua identità digitale è divisa tra le vicende relative alla sua vita privata e al gossip (di recente la seconda gravidanza della moglie Silvia Toffanin) e la sua attività di imprenditore. Nell’ultimo anno è stato citato sul web 928 volte. I contenuti negativi associati al suo nome, sono in realtà più riferiti alle vicende legate al padre Silvio che a lui in prima persona. Al contrario si rilevano diversi contenuti positivi che risalgono al periodo della sua nomina ad AD di Mediaset, mentre di recente il tema più rilevante è la trattativa di Mediaset con Murdoch, rispetto alla quale Pier Sivlio ha dichiarato che il controllo di Mediaset non sarebbe in discussione.

5)Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo Editoriale L’Espresso, al quinto posto con 36,6 punti, ha un’identità digitale caratterizzata da una elevata quantità e densità di contenuti (5.228 nell’ultimo anno), ma anche da un sentiment piuttosto negativo. Le opinioni negative si concentrano in particolare su alcune testate giornalistiche, sia in articoli che attaccano direttamente l’imprenditore, sia nei commenti dei lettori. In particolare un argomento che ha fatto molto discutere e che è associato più di altri al suo nome sul web è il conferimento della Legion d’Onore da parte della Francia perché negli anni 80 "ha trasformato la fabbrica Olivetti, allora in crisi, nella società più competitiva d’Europa".  La notizia ha generato molti commenti negativi da parte dei lettori che affermano il contrario, ovvero che lui abbia contribuito al fallimento di Olivetti. Per quanto riguarda invece il suo ruolo di editore si rilevano contenuti neutri o positivi, legati alla sua riconferma a Presidente e ai buoni risultati del titolo in borsa.

6)Luigi Gubitosi, direttore generale di Rai, è al sesto posto con 35,4 punti. Nell’ultimo anno sul web ci sono 3.709 contenuti che lo riguardano. Il tema più forte associato alla sua identità on line è quello degli sprechi in Rai, che divide l’opinione pubblica. Se da un lato sono presenti critiche all’indirizzo del direttore generale, accusato di non aver combattuto gli sprechi del passato, in particolare di non aver toccato i vertici con i tagli, dall’altro è accolto in modo positivo il suo piano per l’informazione che prevede un risparmio di 70 milioni attraverso l’accorpamento delle redazioni.

7)Andrea Scrosati, vicepresidente di Sky Italia, è settimo con 32,1 punti. Il volume delle citazioni nell’ultimo anno non è elevato (446) e non ha un profilo su WIkipedia,  ma la sua identità digitale è in crescita, non presenta negatività associate in modo rilevante al suo nome, mentre al contrario molti contenuti positivi lo identificano come l’artefice del nuovo volto di Sky, che ha triplicato la sua autoproduzione annuale passando da 100 a 300 ore di programmi, grazie alle scelte del giovane manager che ha voluto puntare sui talent show e sulle nuove serie.

8) Ernesto Mauri, AD del Gruppo Mondadori, è all’ottavo posto con 31,2 punti. Anche lui non è molto citato sul web (325 contenuti nell’ultimo anno), gli argomenti positivi prevalgono su quelli negativi, in particolare sul piano di Mauri per il 2014-2016 che si pone l’ambizioso obiettivo di raggiungere i 100 milioni di Ebtda nel 2016. Alcune polemiche sono invece legate alla decisione di Mondadori, annunciata da Mauri, di chiedere ai fornitori di restituire il 5% degli incassi 2013 per fronteggiare la crisi.

9)Andrea Zappia, AD di Sky Italia, è in nona posizione con 30,1 punti, non ha profili sui social e neanche su Wikipedia, nell’ultimo hanno si rilevano 478 contenuti on line che lo riguardano e la sua identità digitale è caratterizzata da informazioni neutre o positive, in particolare relative al momento in cui è stato nominato amministratore delegato di Sky Italia e ai progetti di tv via fibra ottica.

10)Pietro Scott Jovane, AD di Rcs Mediagroup, è decimo con 29,5, nominato 644 volte sul web nell’ultimo anno, sulla sua identità digitale pesano di più i contenuti negativi che quelli positivi. Le criticità sono relative principalmente alle proteste dei giornalisti nel 2014, che hanno scioperato contro i bonus assegnati a Jovane e ai vertici di RCS in un momento di drastici tagli al personale e contro la decisione di vendere la sede di via Solferino. I contenuti positivi invece sono legati al momento in cui è passato da Microsoft ad Rcs e veniva quindi associato al tema dell’innovazione digitale nell’editoria.

11)Monica Mondardini, AD del Gruppo Editoriale L’Espresso, è all’undicesimo posto con 28,9 punti. La sua identità digitale è caratterizzata da volumi piuttosto esigui, infatti nell’ultimo anno è stata citata solo 131 volte on line. Si tratta più che altro di contenuti neutri o positivi relativi a L’Espresso, ma in cui la manager non è citata in posizione rilevante, fatta eccezione per la notizia relativa alla sua vendita di 150.000 azioni del Gruppo che le ha fatto incassare 165.000 euro nel 2014. 

12)Maurizio Costa, Presidente di FIEG e di Rcs, è dodicesimo con 25,7 punti, non ha una pagina su Wikipedia né è presente sui social, la sua identità digitale è piuttosto debole sia per problemi di contenuti non pertinenti (sui suggest e le ricerche correlate di Google è associato a parole come yoga, architetto, pilota…) sia per il  volume non elevato di conversazioni (580 nell’ultimo anno). Ad ogni modo non si rilevano lesività associate al suo nome e i contenuti positivi riguardano il suo ruolo di Presidente in Fieg e la nomina in Mondadori, definita da molti una scelta di buon senso per l’azienda visto il suo profilo autorevole e competente.

13)Marinella Soldi, AD di Discovery Italia è tredicesima con 25,5 punti. La sua presenza sul web è trascurabile dal punto di vista dei volumi (solo 170 citazioni nell’ultimo anno), anche lei non ha un profilo su Wikipedia né sui social. La qualità dei contenuti associati al suo nome è positiva, la identificano come un bell’esempio di manager donna, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di notizie piuttosto datate. Nel periodo più recente l’argomento rilevante associato in modo forte alla sua identità digitale è il fatto che Discovery Italia sia diventato il terzo editore televisivo.

14)Donatella Treu, AD del Gruppo Sole 24 ore, è quattordicesima e ultima in classifica con 23,8 punti. Nell’ultimo anno solo 163 contenuti sul web la riguardano. La sua identità digitale è compromessa da una negatività molto forte e associata in prima istanza al suo nome sui motori di ricerca, ovvero proteste e sciopero dei giornalisti contro il premio di 330 mila euro versato alla manager nel 2014 per il triennio che ha visto l'editrice registrare un rosso complessivo di quasi 100 milioni.

 

Pubblicato il (mercoledì 3 giugno 2015)

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