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AFFARI & FINANZA / Reputation Manager: Cairo conquista la vetta, cade Marchionne

lunedì 17 ottobre 2016

AFFARI & FINANZA / Reputation Manager: Cairo conquista la vetta, cade Marchionne

La classifica di settembre sulla reputazione on line dei Top Manager in Italia, realizzata in esclusiva da Reputation Manager per La Repubblica-Affari&Finanza.
 

Urbano Cairo nel periodo agosto-settembre sale sul podio della classifica di Reputation Manager con un punteggio di 70,7 (+3,97) su 100. Al secondo posto Claudio Descalzi con 63,7 (+6.88) punti e al terzo Giuseppe Recchi con 61,2 punti. Sergio Marchionne, che aveva mantenuto la prima posizione per ben 26 consecutive edizioni della classifica, perde il podio e tre posizioni, piazzandosi quarto, in seguito alle performance negative della Ferrari in Formula 1 e alle polemiche nate dopo l'intervento alla  Luiss in cui si schierava contro il “capitalismo immorale”.

Urbano Cairo (Cairo Communication – RCS)

70,7

Claudio Descalzi (Eni)

63,7

Giuseppe Recchi (Telecom)

61,2

Sergio Marchionne (Fiat)

60,5

Diego della Valle (Tod’s)

57,5

Flavio Cattaneo (Telecom Italia)

57

Andrea Bonomi (INVESTINDUSTRIAL)

55,1

Marco Tronchetti Provera (Pirelli)

58,8

John Elkann (Fiat)

50,1

Remo Ruffini (Moncler)

49,2

Massimo Tononi (MPS) 

47,4

Francesco Starace (Enel)

47,1

Mauro Moretti (Finmeccanica)

46,8

Francesco Caio (Poste Italiane)

45,9

Philippe Donnet (Generali)

45,8

Carlo Cimbri (Unipol)

44,6

Alberto Nagel (Mediobanca)

44.1

Ennio Doris (Mediolanum)

43,9

Roberto Colaninno (Alitalia)

42.7

Fabrizio Viola (Mps)

40.2

IDENTITÀ DIGITALE E QUALITÀ DEI CONTENUTI

Sergio Marchionne che per ben 26 edizioni della classifica era rimasto sul podio, grazie all’alto flusso di contenuti positivi relativi alle sue qualità di imprenditore, scende al quarto posto, con un punteggio di 60,5 perdendo 5,44 punti. Questo a seguito del suo intervento agli studenti della Luiss sulla scarsa moralità del capitalismo e sulla sua intenzione di votare sì al Referendum Costituzionale e della non brillante gestione della Ferrari; avvenimenti che hanno influito negativamente sulla sua reputazione online.

“Una serie di fattori hanno inciso sull’immagine digitale di Sergio Marchionne, che dopo ben 26 edizioni, perde il podio. Questo ci dimostra come sul web non esistano rendite di posizione, un’increspatura può trasformarsi in una grande onda che può creare danni persistenti alla reputazione online di un Top Manager”- commenta Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager.

Nello specifico, durante una lezione agli studenti della Luiss sul limite “oltre il quale il profitto diventa avidità” creando una società ingiusta, Marchionne ha dichiarato che i mercati senza morale non possono creare una società equa. Queste parole pronunciate da un “Top Manager ritenuto ricchissimo” hanno avuto una grande eco sui canali online:

“L’atipica sferzata di Marchionne al capitalismo merita una qualche riflessione. Perché appare come una clamorosa reprimenda per ripulirsi la coscienza, ma non ha alcun valore se non accompagnata da fatti, che fatico ad immaginare come egli possa o voglia realizzare, perché sarebbero l’esatta antitesi dei suoi stessi comportamenti. Non dimentichiamo che l’uomo in maglione appare nel mondo occidentale come un fuoriclasse del capitalismo”.
“Nella critica dei capitalisti al capitalismo c’è una buona dose di ipocrisia”.
“C’è un limite oltre il quale il profitto diventa avidità e chi opera nel libero mercato ha il dovere di fare i conti con la propria coscienza”, ha pontificato Marchionne. E il giornalista mica gli ha chiesto a che titolo creda di poter fare una simile affermazione visto che guadagna sui 50 o 60 milioni annui e che ha scelto di spostare la sede della sua corporation (ex FIAT) in Inghilterra e Olanda (per far pagare meno tasse ai suoi amici azionisti) e la sua residenza privata in Svizzera (per pagare meno tasse lui stesso)”

Nello stesso intervento il Presidente di Fca si è detto favorevole al Referendum Costituzionale, dichiarando la propria volontà di votare “sì”, senza voler giudicare “se la soluzione è perfetta” ma, ritenendola una “mossa nella direzione giusta”. Anche in questo caso l’opinione pubblica online critica l’imprenditore da “150.000 euro al giorno che si schiera dalla parte della sinistra” oltre che la sua cittadinanza svizzera: “L’Ad di Fca non è propriamente un modello di patriottismo, tantomeno costituzionale e ancora l'ipocrisia di chi paga le tasse all'estero ma dice di voler sostenere la stabilità dell'Italia”.

Altri contenuti negativi, invece, si riferiscono al ritardo nella nomina di un nuovo direttore tecnico che risollevasse le sorti della Rossa di Maranello e al mea culpa pronunciato dall’AD di Ferrari, rimbalzate sui canali online: "Per la Ferrari c’erano aspettative altissime all’inizio di questa stagione e visti i risultati non corrispondenti, è questo il motivo per cui abbiamo cambiato a luglio. È stato un atto dovuto, abbiamo forse aspettato troppo. Poi, gli altri hanno migliorato molto mentre noi siamo rimasti fermi. Era veramente ora di dare uno scossone alla scuderia: con Mattia siamo nelle mani giuste. Ha creato una grande squadra di giovani, facciamoli lavorare”.

I tre migliori:

Urbano Cairo è al primo posto della classifica, con un punteggio di 70,7 (+3,32), grazie alla brillante carriera imprenditoriale. Sulla rete è indicato come un uomo nuovo dalla “storia semplice”: “semplice perché è una storia fatta di lavoro, idee, ambizione ma tutte miscelate con quella moderazione che fanno di un uomo, un uomo sapiente, che sa dosare tempi e forze per raggiungere gli (ambiziosi) obiettivi che si è proposto.”

Nell’ultimo periodo, in primo piano per la sua identità digitale:

La decisione del Tar di respingere la domanda cautelare presentata da Imh, Della Valle e Pirelli relativa alla sospensione dell’opas di Cairo Communication su Rcs.

“A questo punto Urbano Cairo può accentuare la presa sul gruppo di Via Rizzoli, che già gestisce dallo scorso 3 agosto, in prospettiva della convocazione dell’assemblea dei soci per il rinnovo del consiglio d’amministrazione previsto per lunedì 26 settembre”. 
“Nuova vittoria di Cairo sul fronte Rcs. All'editore alessandrino andranno i due terzi del nuovo board, alle minoranze la parte restante, assegnata in base al voto di lista”.
“E adesso Urbano Cairo è a un passo dal considerare chiusa anche la battaglia legale per conquistare Rcs, dopo quella già vinta sui mercati con la sua Opas (..)”.
“…da tutti i fronti erano arrivati solo decisioni favorevoli a Cairo: il 22 luglio la Consob aveva deciso di non sospendere l'efficacia dell'Opas, e l'1 settembre il Tar del Lazio aveva respinto la richiesta di sospensione cautelare. Ora anche dal versante penale arrivano notizie che vanno nella medesima direzione: «non abbiamo trovato nulla di irregolare», spiegano gli inquirenti”. 

La presentazione del progetto per il rilancio e la valorizzazione economica del Giro d’Italia

"Dobbiamo riuscire a far crescere la dimensione del nostro fatturato per investire di più – dichiara Cairo – per avere i migliori, nelle riprese aeree, nella grafica televisiva, in tutto quello che può aggiungere qualcosa di più a una competizione così straordinaria come il Giro".

Claudio Descalzi conquista il secondo gradino del podio con 63,7 punti, guadagnando due posizioni con una crescita di 6,88. I contenuti rilevanti dell’ultimo periodo per l’Amministratore Delegato di ENI riguardano, in particolare le sue dichiarazioni durante il Meeting di Rimini su clima e sviluppo e le performance positive della produzione petrolifera nei giacimenti all’estero.

Avanguardia Eni, Descalzi: “Gas e rinnovabili sono il futuro”
Il gas e le energie rinnovabili sono il futuro, il binomio che ci può garantire di raggiungere gli obiettivi di Cop21
Uno strano accoppiamento, quello fra oro blu e rinnovabili, che Eni insegue da tempo: forti investimenti nel gas naturale più recente è l’impegno a favore delle rinnovabili. Scelta, quest’ultima, che ha spiazzato non pochi osservatori: se è vero, come scriveva Schumpeter nella sua analisi degli sviluppi economici, che non sono in genere i proprietari delle diligenze a costruire le ferrovie, allora Eni sta decisamente ribaltando il paradigma dell’economista austriaco. 
L’unità è un fatto essenziale - ha spiegato Descalzi Combattere le divisioni è vero per l’Italia ma è vero per il mondo.
Tra l’altro «i fatti geopolitici ci stanno insegnando che siamo sempre più in un mondo di divisioni, un mondo urlato. Chiaramente in un mondo difficile per andare avanti ci vuole unità. Noi lo sperimentiamo fuori dall’Italia, in cui l’unità è essenziale».

Giuseppe Recchi si conferma al terzo posto, con 61,2 punti

L’argomento più rilanciato online riguarda il progetto di sviluppo della banda ultra larga a Napoli e a Genova, “tra le prime città italiane del piano nazionale di cablaggio in tecnologia Ftth (cioè con la fibra ottica fino alle abitazioni) con cui Tim prevede di raggiungere oltre 3,5 milioni di unità immobiliari nell'arco di tre anni. L'obiettivo è offrire ai napoletani collegamenti a banda ultralarga da 300 fino a 1.000 megabit al secondo”, che rappresentano un asset fondamentale per lo sviluppo tecnologico del Paese.

Altro tema chiave i buoni risultati finanziari TIM del secondo trimestre del 2016 “che hanno permesso al gruppo di migliorare le prospettive annuali”.

Pubblicato il (lunedì 17 ottobre 2016)

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