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AFFARI & FINANZA /Reputation Manager: IL RITORNO DI MARCHIONNE AL PRIMO POSTO

lunedì 20 marzo 2017

AFFARI & FINANZA /Reputation Manager: IL RITORNO DI MARCHIONNE AL PRIMO POSTO

Torna l'appuntamento con la nostra classifica sulla reputazione on line dei Top Manager in Italia, realizzata in esclusiva per la Repubblica​ Affari & Finanza

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MARCHIONNE TORNA ALLA GUIDA DELLA CLASSIFICA SEGUITO DA CAIRO E RECCHI. IN CRESCITA PROVERA E DONNET, IL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE DI MPS GIOVA A FALCIAI CHE SALE DI 5 POSIZIONI

LE PAGELLE FINALI

Sergio Marchionne (FCA) 76

Urbano Cairo (Cairo Communication – La7-RCS) 72,6                                                                   

Giuseppe Recchi (Telecom) 64,2

Flavio Cattaneo (Telecom Italia) 58,5

Diego della Valle (Tod’s) 58,3

Marco Tronchetti Provera (Pirelli) 53,4

Claudio Descalzi (Eni) 52,5

Andrea Bonomi (INVESTINDUSTRIAL) 52,2

John Elkann (Fiat) 51,1

Francesco Starace (Enel) 50,5

Remo Ruffini (Moncler) 50

Philippe Donnet (Generali) 46,8

Marina Berlusconi (Fininvest) 45,8

Francesco Caio (Poste Italiane) 44,2

Alberto Nagel (Mediobanca) 44,1

Alessandro Falciai (MPS) 44

Ennio Doris (Mediolanum) 43

Carlo Cimbri (Unipol) 41,7

Roberto Colaninno (Alitalia) 41,7

Marco Morelli (Mps) 38,3

Mauro Moretti (Leonardo SPA) 36,4

IDENTITÀ DIGITALE E QUALITÀ DEI CONTENUTI

“Marchionne rimane l’indiscusso protagonista della classifica, secondo la nostra esperienza è un caso abbastanza singolare: il manager resiste con una certa resilienza agli shock reputazionali, superando brillantemente lo scandalo dieselgate” dichiara Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager.

I tre migliori:

Sergio Marchionne riconquista il podio della classifica, dopo quattro mesi, con un punteggio di 76 (+3,4). La rimonta reputazionale dell’AD di FCA è dovuta ai numerosi contenuti positivi riguardanti:

  • I conti in utili per il gruppo: “Fca: record di utili.”… “Il bilancio 2016 chiude con 1,8 miliardi di profitti. Scende l’indebitamento a 4,6 miliardi di dollari. Per i lavoratori di Fca in Usa 5 mila dollari di bonus a testa”
  • Il meeting avuto con il neopresidente degli Stati Uniti sulle nuove politiche di sviluppo del sistema automobilistico negli Usa che li vede allineati: ”l’incontro di ieri a Washington che ha visto protagonisti proprio il nuovo inquilino della Casa Bianca e i tre Ceo di Gm, Ford e Fca, rispettivamente Mary Barra, Mark Fields e Sergio Marchionne, non poteva svolgersi in un clima migliore. Trump ha chiarito che pensa a un giro di vite su tutta una serie di norme ambientali che creano non pochi grattacapi alle industrie dell’auto americana. “Vi aiuterò, tutto sarà più amichevole” ha detto molto esplicitamente il neo presidente Usa.
  • L’annuncio del premio di produzione per i dipendenti della società, visto come il risultato di una politica lungimirante e competitiva di Marchionne: “Ma l’immobilismo non è inevitabile e la dimostrazione arriva dal settore privato, da chi come Sergio Marchionne è riuscito a fare riforme radicali e contestate per rilanciare produttività e competitività. Tutti gli stabilimenti hanno fatto segnare aumenti di efficienza – Melfi, Cassino, Pomigliano, Sevel (record di produzione di furgoni) – e a febbraio, come da contratto, il gruppo Fca staccherà per il secondo anno consecutivo un bonus da circa 1.300 euro a tutti i suoi dipendenti. 

Urbano Cairo perde il podio e si posiziona secondo con un punteggio di 72,6 (-3,9). Il calo di punteggio non è dovuto alla presenza di contenuti negativi riferiti al manager - che continua ad avere una buona reputazione questo mese dovuta soprattutto alle attività legate al Torino Calcio (prossimo obiettivo portare la squadra in Europa) e al lancio del nuovo canale Sky Torino Channel -  ma per una riduzione dei volumi dei contenuti rispetto agli altri manager.

Stabile sul terzo gradino del podio Giuseppe Recchi con 64,2 punti (-1,36) in primo piano per la sua identità digitale riguardano principalmente:

  • L’intervista rilasciata a La Stampa, e ripresa da numerose testate online, in occasione del World Economic Forum di Davos. L’intervista tocca svariati temi come l’elezione del presidente Trump (“C’è grande interesse e un po’ di paura per la vittoria di Trump - concede -. Tuttavia è necessario evitare i pregiudizi ideologici- dichiara”), la quarta rivoluzione industriale che sta cambiando il comparto delle TLC, il nuovo scenario delle telecomunicazioni in Italia ora che esistono solo 3 operatori telefonici.
  • La presentazione dei risultati finanziari conseguiti dalla società nel 2016. La previsione per il triennio 2017-2019 di importanti investimenti nella banda larga e nei servizi per gli utenti “Undici miliardi di investimenti in Italia al 2019, di cui 5 sull’ultrabroadband. È questo il pilastro del nuovo piano strategico 2017-2019 di Tim grazie al quale la compagnia prevede di aumentare la copertura del Paese con reti di nuova generazione raggiungendo oltre il 99% della popolazione con la rete mobile Lte (4G) e il 95% della popolazione con la fibra ottica”.

IN SALITA

In crescita Marco Tronchetti Provera che si piazza 6° con 53,4 (+4,09) punti guadagnando 4 posizioni grazie alla sentenza di assoluzione “perché il fatto non costituisce reato” per il caso di ricettazione nell’ambito del cosiddetto caso Kroll. “L’attuale presidente di Pirelli aveva rinunciato alla prescrizione”. Altro tema rilevante la presentazione delle nuove gomme Pirelli al Museo dell'Automobile di Torino, in occasione dell'evento per i 110 anni nel Motorsport, “Più larghe rispetto al passato. Aumenterà la velocità delle auto, dichiara Provera”.

Il ruolo strategico avuto dal presidente del gruppo triestino nel bloccare la possibile scalata da parte di Intesa (acquistando diritti voto sul 3% di Intesa Sanpaolo, facendo scattare così la regola delle partecipazioni incrociate) e l’accelerazione del nuovo piano industriale di Generali (“Affrontando la comunità finanziaria Donnet rilancerà la parola chiave che aveva ispirato la presentazione del suo piano industriale lo scorso 23 novembre a Londra: «Accelerazione». La visione di Donnet, non sottovaluta la velocità d’esecuzione. E l’«accelerazione» riguarda prima di tutto la spending review, un taglio dei costi quantificato fin qui a quota 200 milioni, l’uscita dai mercati non più redditizi (con un aumento dei ricavi per circa un miliardo) e l’aumento del 15% della produttivi”) giovano molto alla web reputation di Philippe Donnet che risale la classifica di 3 posizioni (+2,59) raggiungendo così il 12°posto (46,8).

Positiva anche la performance di Alessandro Falciai, presidente di MPS, che guadagna 5 posizioni, con un punteggio di 40 e si classifica 16° grazie al ruolo strategico che sta avendo nel piano di ristrutturazione di MPS e al suo curriculum che gli ha dato grande credito nel mondo finanziario “Un consenso che si è guadagnato sul campo da presidente del Comitato nomine. Fra le altre partite delicate, è stato Falciai a gestire anche i rapporti con la Bce e quando si è trattato di trovare il sostituto di Viola”.

Pubblicato il (lunedì 20 marzo 2017)

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