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Amore e Brand: la pigrizia dei Fan su Facebook

gennaio 20, 2010 11.41 by Tecla Notti

Si chiama “Engagement Rate” (ER), dall’agenzia digitale americana FrozenFrogs,  e misura la reattività degli utenti ai contenuti proposti sulle Fan Page delle aziende su Facebook. Dall’analisi condotta su milioni di Fan Page, il dato più interessante è  il rapporto inverso tra il numero di Fan iscritti e l’effettiva partecipazione degli stessi ai temi proposti: brand noti hanno Fan Page con milioni di iscritti e un ER bassissimo (0,16 %)

La prima interpretazione, sicuramente corretta, è legata alla tipologia di brand e contenuti condivisi: il settore più premiato è quello dell’automotive, e gli argomenti più coinvolgenti promozioni, novità e temi etici (http://www.ernyblog.com/?p=2162)

Manca una riflessione sulla scelta puntuale del canale di  differenziare tra contesti discorsivi: su Facebook essere un Fan ed essere membro di un Gruppo non è la stessa cosa.

I Fan sono un uditorio più “istituzionale”, sottoscrivono le pagine create dalle aziende, ed è ragionevole pensare che la loro attitudine partecipativa sia un po’ inibita all’ingresso da un interlocutore “impersonale” e sempre in attesa della sua guida. I Brand che riescono a sfondare questa barriera sono quelli che hanno già all’esterno, una prorompente prossimità al sociale (un esempio su tutti è Nutella), mentre i più sono destinati a raccogliere dichiarazioni d’amore, senza consumarle. In altre parole l’ER, così concepito,  è una misura troppo rigida.

Meno impietoso e forse più “social” sarebbe pesare l’indice con un parametro esterno: il numero di membri attivi raccolti nei Gruppi creati da altri utenti, pro e contro questi brand.

Il Gruppo su Facebook è sicuramente il luogo più partecipativo, testimone di un certo senso comune di appartenenza dei suoi membri, e se creato per parlare di un’azienda, è indice di una visione condivisa da più consumatori.

Il Brand che sceglie di comunicare su Facebook ha il compito di gestire contemporaneamente almeno due identità: il profilo istituzionale con i Fan e il suo riflesso sociale promosso dagli utenti, fuori e dentro Facebook.

Il vantaggio è farli comunicare. E poi misurare il successo dell’ equilibrismo.


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Commenti

gennaio 20. 2010 14.06

doctor brand

Si Tecla, la proporzione inversa tra numero di fan e partecipazione è davvero molto interessante.

Credo che nelle fan page numerose le persone tendono a diventare sempre più inattive, mentre nei gruppi il contenuto spesso è co-creato dalla community quindi c'è bisogno del supporto costante di tutti.

In ogni caso l'importante per un brand è stabilire relazione e conversazione con le persone; ormai è inevitabile.

doctor brand

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settembre 9. 2010 00.19