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Diritto all'oblio

Interventi legislativi Europei

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Commissione Europea: il quadro si apre all’identità digitale

La Corte di Giustizia europea ha recentemente stabilito che è diritto dei cittadini europei richiedere ai motori di ricerca la rimozione dalle loro pagine dei link che rimandino verso “contenuti non più rilevanti” che li riguardano. La sentenza nasce dal caso di Mario Costeja Gonzalez che si era rivolto all’autorità per la Privacy spagnola rivendicando il diritto di richiedere la rimozione da Google di alcuni link relativi alla messa all’asta della sua casa per difficoltà economiche, avvenuta 16 anni prima. Secondo Gonzales il contenuto violava la sua privacy e non era più rispondente alla sua situazione attuale, avendo risolto i suoi problemi economici.

Negli ultimi tempi in Spagna ci sono stati 180 casi simili a quello di Gonzales. La Corte ha così stabilito che i cittadini europei hanno il diritto di richiedere che alcune informazioni siano rimosse se queste sono “non adatte, irrilevanti o non più rilevanti”. Google, dopo aver molto criticato la sentenza, ha deciso di aprire al diritto all’oblio creando un sistema di segnalazione diretta per i cittadini europei: un modulo on line attraverso il quale richiedere la rimozione dei contenuti inadeguati associati al proprio nome. Attualmente sono già arrivte 12mila richieste da tutta Europa.

La storia del diritto all’oblio in Europa

Un paio di anni fa Viviane Reding, Commissario Europeo per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, annuncia l’intenzione di un intervento legislativo da parte dell'Unione Europea.

"La protezione dei dati personali è un diritto fondamentale" dichiara la Reding "e per garantirlo abbiamo bisogno di norme chiare e coerenti. Dobbiamo inoltre aggiornare la nostra legislazione perché faccia fronte alle sfide poste alle nuove tecnologie e dalla globalizzazione".

Nel 2012 l'Europa si dedica allo studio di una serie di norme per istituire e assicurare il cosiddetto diritto all'oblio per tutti gli utenti di Internet: se infatti Facebook è l'esempio più evidente di questa necessità, l’intenzione del Commissario Reding è quella  abbracciare tutti i fenomeni della Rete.

L'intento complessivo è limitare la raccolta dei dati personali allo stretto necessario garantendo un'informazione chiara e completa sull'utilizzo di questi dati e una possibilità di una loro rimozione completa.

Nel progetto della Commissione Europea, si focalizza  l’attenzione su tre punti fondamentali:

  1. diritto all’oblio;
  2. trasparenza;
  3. irrilevanza dalla territorialità dei dati nella tutela.

1) Diritto all’oblio: il progetto allo studio delle istituzioni comunitarie prevede la possibilità per gli internauti di ritirare il consenso prestato all’uso dei propri dati personali e il diritto per ogni individuo, di vedere rimosse dalla rete quelle informazioni inerenti ad eventi che non riflettono più la sua identità, in altri termini il diritto a non essere ricordati per fatti/atti rivelatisi non rilevanti o pertinenti. Nell’estensione e realizzazione di tale diritto all’oblio, si discute della possibilità, per chi ha riportato condanne in sede giudiziale, di non essere indicato all’interno di internet come autore dell’illecito una volta terminata la condanna.

2) Trasparenza: tutti devono essere informati sull’uso che si fa dei propri dati personali e si deve dare la possibilità agli utenti di denunciare ad appositi organismi l’uso dei propri dati per scopi non autorizzati espressamente dall’interessato.

3) Si intende infine garantire una tutela più ampia ai cittadini, che prescinda cioè dalla territorialità, dal luogo in cui i dati vengono trattati e dalla collocazione geografica del fornitore di servizi.

L’Unione Europea, pertanto, pianifica l’aggiornamento del diritto alla privacy alla luce delle nuove problematiche create dall’uso delle rete; ma è certo che, preliminarmente, si occuperà di risolvere il contrasto tra diritto all’oblio (il diritto al non essere ricordati per fatti ed eventi che sono collocati temporalmente nel passato) ed il diritto alla conoscenza, che ha insito nel suo significato un’assenza totale di limiti temporali.

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